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Miracolati dalla Rogna

Installazione di Carlo Carnevali nella chiesina di Santa Maria del pozzo o dei miracoli, dentro la città di Spoleto, a Porta Monterone o Porta San Pietro. L’inaugurazione è per sabato 2 maggio 2015 alle prime luci della sera ed è visitabile notte e giorno fino al 28 di maggio. Ogni mese un artista diverso porta il suo messaggio a questa edicola da tempo inglobata dentro l’edificio. E’ il progetto curato dallo Studio A’87 in collaborazione con Palazzo Collicola Arti Visive. Affrescata nella parete di fondo nella seconda metà del Quattrocento. Con la Madonna con il Bambino benedicente e i santi Giovanni Battista, San Pietro martire. Gli altri affreschi sulle pareti laterali probabilmente aggiunti nel Cinquecento e riconducibili alla scuola di Giovanni Spagna e il suo allievo Jacopo Siculo. A destra San Francesco e Sant’Antonio da Padova, a sinistra San Pietro e Paolo. La volta affrescata con l’Eterno. Ai piedi del piccolo altare, il pozzo, oggi chiuso ma di cui si vede l’ampio ingresso da cui si arrampicheranno, come per incanto, i boccioli di rose bianche. E’ uno dei tre interventi di Carlo Carnevali. Qui venivano a chiedere il miracolo chi aveva contratto la rogna o scabbia e, bagnandosi con l’acqua benedetta del pozzo, guarivano. Fino agli ultimi anni del Seicento, nessuno sospettò che l'acaro, detto allora in Italia pellicello, fosse la causa della rogna scabbia, che era ritenuta invece una malattia umorale. E’ probabile quindi che l’acqua del pozzo fosse di natura sulfurea, visto che la cura e la guarigione di tale fastidiosa e contagiosa malattia, è affidata per via locale a medicamenti a base di zolfo. Ma il fatto di credere che fosse l’acqua benedetta dalla Madonna a produrre la guarigione produceva nel miracolato un effetto molto più profondo e duraturo. Perché anche lo spirito, non solo le piaghe, veniva mondato. E la riconoscenza verso il miracolo tesseva le lodi di una fede duratura e di un comportamento cristiano verso gli altri. La seconda parte dell’installazione di Carnevali è stata quella di porre sull’altare 12 cubi, bianchi come le rose, di diversa grandezza con l’iscrizione PGR (per grazia ricevuta.) Ogni cubo stringe a sé, tramite un anello, una piccola pergamena che contiene il racconto del miracolato.

Miracolati dalla rognaCarlo Carnevali ripropone anche in questa installazione la sua cifra, il cubo. Ma non è un caso. Molti altari e templi sono stati progettati per mezzo del quadrato, con cui si esprime lo spazio sacro. La pietra cubica si trova in tutte le tradizioni come supporto al rito religioso. La Ka'ba, l’enorme cubo di pietra della Mecca, è venerato in tutto il mondo arabo. Nelle chiese occidentali, l'incrocio tra transetto e navata dà forma a un cubo, su cui si innesta il cerchio della base della cupola, simbolo del cielo e dell'infinito, in contrapposizione ai quattro lati del quadrato Il cubo ha sei facce. E il numero 6 compare spesso anche nelle opere bidimensionali di Carlo Carnevali. Come le tavolette 15X15 con cui ricomporre il gioco del 15. Numero che sommato dà di nuovo 6. Il numero 6 nell’antichità era consacrato a Venere, e considerato simbolo della bellezza e della perfezione. Negli antichi Misteri, associato a Venere e Isthar, era importante perché offriva le Sei dimensioni di tutti i corpi più quelle di altezza e profondità, ovvero i quattro punti cardinali sommati allo Zenit ed al Nadir. I Pitagorici lo definivano con l’esagramma che indicava l’adepto, ovvero ”colui che non ha ancora scelto“. E’ considerato uno dei numeri perfetti in quanto è il risultato sia della moltiplicazione che dell’addizione della triade: 1 x 2 x 3 = 6 (quasi l’inizio, dimentico di 1, della serie di Fibonacci) 1+2 + 3 = 6. I suoi cubi sono chiusi e inesplorabili come i misteri o i miracoli. La scritta Per Grazia Ricevuta ne motiva la presenza. La terza parte di quella che è un’unica installazione è il contenitore posto all’esterno dell’edicola. Perché la Madonna del Pozzo, ci piace pensare, che non abbia smesso di fare miracoli. Nell’apposita feritoia di questo contenitore si può introdurre un bigliettino con su scritto la grazia che si vorrebbe ricevere. Scritto che nessuno leggerà mai, solo la Madonna. Perugia quindici aprile duemilaquindici alle ore quindici

Stella Carnevali

 

 

Testate giornalistiche che hanno scritto sull’evento:
Umbria Touring.it,  Tuttoggi.info Spoleto,  UmbrianotizieWeb, Il Messaggero, La Nazione, Il Giornale dell’Umbria e il Corriere dell’Umbria